Oro di Castelvetrano

 
                          A ottobre la campagna che da Castelvetrano degrada verso Selinunte profuma di olive!

... nei campi si vedono uomini e donne al lavoro, si sente il delicato rumore delle fronde formate da foglie verde-argento che mani sapienti muovono in un rito, vecchio, di migliaia di anni...
Qui il tempo sembra essersi fermato.

Le moderne macchine per raccogliere le olive non hanno avuto accesso ai campi attorno Castelvetrano perché qui si raccoglie esclusivamente a mano. Da sempre.

Soltanto le dita dell'uomo, che delicatamente tolgono i frutti dai rami - a uno a uno - possono infatti garantire la integrità e il gusto del prodotto finale: un'oliva da mensa unica nel suo genere e un olio di oliva extravergine che ogni anno vince sempre più premi a livello mondiale. Qui l'ulivo è un bene prezioso e viene accudito quasi come un bambino.

I terreni, ben curati, che una natura generosa ha oltremodo arricchito, si estendono per chilometri attorno alla città, coperti di alberi di ulivo. Una sapiente potatura dà la forma di ombrello alle chiome e fa tendere i rami verso il basso - cosa che rende i frutti ancora più saporiti e favorisce la raccolta. Si potrebbe produrre di più ma la potatura è sapientemente orientata all'ottenimento della massima qualità e non della quantità!

Si comincia presto - già negli ultimi giorni di settembre - per garantire il massimo profumo e struttura alle olive e all'olio, e se si pensa che più di 6500 ettari sono destinati a uliveto, si ha la misura dell'importanza che questo periodo riveste per la città. Da sempre.

Vigorosi olivastri ombreggiavano infatti le pause degli operai addetti all'estrazione, nelle Cave di Cusa, della pietra da usarsi nella costruzione di Selinunte, la città gioiello del mondo greco. Grosse macine di frantoio, rinvenute nella zona archeologica di Selinunte, testimoniano della lavorazione delle olive già 500 anni prima di Cristo.

Si sa che a Selinunte, di queste macine, se ne faceva largo uso e che erano già allora oggetto di commercio con tutto il mondo ellenico, proprio a confermare la posizione di Selinunte quale emporio dell'olio dell'antichità.

Proprio qui, a Selinunte, la coltivazione dell'ulivo con la selezione della cultivar Nocellara del Belice, trovò condizioni ambientali e di coltivazione talmente uniche da fare primeggiare l' olio e le olive di Castelvetrano, da allora, a livello assoluto sulle tavole dei veri intenditori di tutto il mondo.

La raccolta, per limitare gli scarti e ottenere olio pregiato, va fatta nella fase denominata invaiatura del frutto, quando cioè la drupa sta iniziando il processo di maturazione. L'olio di oliva è l'unico che si possa ottenere dalla semplice spremitura del frutto, senza alcuna manipolazione chimica.

Tuttavia le operazioni di molitura sono laboriose e, quando dovevano essere effettuate rnanualinente o con il solo ausilio degli animali da soma, l'olio che si ricavava era considerato talmente prezioso che le massaie lo custodivano gelosamente e lo utilizzavano con estrema parsimonia.

 


         In Sicilia l'olivo è diffuso in territori le cui caratteristiche ambientali sono molto diverse:
dalle colline litoranee per giungere alle pendici del monte Etna e dei monti Iblei, attraverso valli e colline interne, in un susseguirsi di paesaggi tanto diversi tra loro.

Il tempo e l'esperienza dell'uomo
hanno selezionato le varietà giuste nelle zone più vocate a cui corrisponde un'altrettanta varietà di oli tutti extra vergini con spiccata personalità e carattere.

Il fruttato intenso dell'olio di Nocellara del Belice diffusa nel trapanese che si esalta su una semplice, ma sempre gustosa bruschetta, al fruttato medio-leggero, dolce dell'olio di Biancolilla del palermitano, indicato per le insalate verdi e per il pesce;

L'armonico olio della zona di Messina che si apprezza su zuppe di legumi e minestroni, al fresco e fragrante olio del ragusano della varietà Tonda Iblea;

Il fruttato delicato e persistente, ricco di aromi particolari (carciofo o mandorla) della Cerasuola, diffusa nell'agrigentino, che usato su salse di pomodori e verdure cotte esalta la loro saporosità, al genuino e salutare olio biologico per soddisfare i consumatori più attenti alle problematiche salutistiche.

IL NOSTRO AMICO OLIO
 

Apporta ai cibi fragranza
e sapore, esercitando
un'azione di grande appetibilità.

È grande amico dei bambini in quanto facilita l'assorbimento di "sostanze essenziali" per la crescita, i suoi componenti sono in alcune parti simili a quelli del latte materno.
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Quando vi sedete a tavola con un vero amico quale l'olio extra vergine di oliva l'appetito cresce e il gusto rievoca i sapori genuini.
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Non dimentichiamo inoltre che il nostro amico olio è insuperabile anche in cucina per preparare soffritti, per friggere ed in cottura.
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Ma per apprezzare al meglio il nostro amico bisogna conoscerlo bene. Potrebbe non andare d'accordo con un piatto, alterare sapori delicati, rendere poco gradevole un cibo.
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Abituiamoci a degustare un olio, a sentirne il profumo: lo si può fare semplicemente versando dell'olio in un bicchiere e dopo averlo riscaldato a temperatura di 28 gradi C, effettuare l'esame olfattivo-gustativo per scoprire le associazioni, dei sapori, il ricordo di impressioni olfattive e palatali, il richiamo di sensazioni già avvertite.

Tutto concorre a determinare un giudizio sull'effetto che un olio extra vergine d'oliva può avere sui nostri sensi.

Un’adesione o il rifiuto possono essere immediati oppure meditati dopo alcuni momenti di riflessione in cui ognuno si interroga.
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Le principali caratteristiche di pregio di un olio extravergine di oliva

Il "fruttato", sensazione più o meno intensa, prodotta dagli aromi, che ricorda decisamente il frutto appena spremuto. Il perfetto equilibrio tra profumo, gusto e sensazione tattile fa definire un olio armonico.
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Il leggero pizzicore che un olio può dare durante la deglutizione si definisce "piccante" non deve essere considerato un difetto, ma una caratteristica di pregio di alcuni oli soprattutto se appena prodotti.
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In fondo al palato si può avvertire una sensazione di "amaro" anch'essa tipica di alcune zone, varietà e degli oli nei primi mesi della spremitura.

Assenza totale di difetti o sensazioni sgradevoli.
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Infine si possono riconoscere particolari sentori, come quello di erba appena tagliata, di carciofo, di mela, di pomodoro o di mandorla ecc.
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Il colore può variare dal giallo al verde più o meno intenso. La colorazione così come l'aspetto (più o meno limpido) di un olio non è importante ai fini del giudizio sulla qualità-bontà e non deve influenzare la vostra scelta.
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Con un adeguato allenamento all'assaggio potete diventare veri esperti in olio extra vergine di oliva; provate, confrontate e giudicate per scegliere l'olio di oliva extra vergine che più risponde al vostro gusto. Questa è l'unica via per scoprirne i sapori ed abbinarli alle pietanze.
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Allora mettete all'erta i sensi e predisponetevi ad un esercizio ripetuto della memoria.

 

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I METODI DI CONCIA

Olive alla Castelvetrano
(o dolcificate)

E' un sistema di lavorazione utilizzato in Italia quasi esclusivamente nel territorio di Castelvetrano.
Esso consiste nel mettere le olive (140 kg. ca.) in fusti di plastica di 220 litri.
Successivamente, vengono riempiti con una soluzione sodica (2,5-3,5 Baumè) a cui viene aggiunto del sale macinato (5-8 Kg. per recipiente). Le olive così conciate sono pronte per il consumo dopo circa 8-10 giorni.
Prima di essere avviate al consumo, le olive, vengono sottoposte a diversi lavaggi in acqua.

Olive al naturale schiacciate
 

Le olive, rotte parzialmente per mezzo di una macchina schiacciatrice, vengono immesse in fusti di 220 litri. Subito dopo viene aggiunta una salamoia del 10 / 12%. Le olive "al naturale schiacciate" si possono commercializzare dopo circa 2-3 mesi dalla concia. Vengono consumate condite con olio, aceto, aglio, sedano e vari aromi a seconda della preferenza dei consumatori.

Olive al naturale intere
 

Le olive, dopo la calibratura vengono poste in salamoia al 7-8%. Tale concentrazione viene mantenuta nel tempo con successive aggiunte di sale. In genere le olive possono essere consumate non prima di 8-10 mesi. All'assaggio le olive conservano in sottofondo un sapore amarognolo caratteristico della conserva, molto apprezzato soprattutto dai consumatori dell'Italia meridionale.

Olive alla Sivigliana
 

Il sistema comprende le seguenti fasi di lavorazione:
1)
deamarizzazione; 2) lavaggi; 3) fermentazione. Alla deamarizzazione, eseguita con idrossido di sodio, seguono i lavaggi (3-4) per eliminarne i residui. Al termine dei lavaggi viene aggiunta una salamoia al'8% circa; si avvia così un processo naturale di fermentazione, alla fine del quale (2-3 mesi), le olive sono pronte per il consumo.
Con l'applicazione corretta dei suddetti metodi di concia, si ottiene un prodotto di assoluto pregio qualitativo esaltando le qualità intrinseche della drupa (croccantezza, fragranza ecc.)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA CARTA DEGLI OLI SICILIANI

IL FRUTTATO Olivaggio prevalente: Nocellara del Belice, Cerasuola Zona di produzione: Provincia di Trapani e zone limitrofe Caratteristiche organolettiche: decisamente fruttato, leggermente piccante, ottima fragranza e freschezza, fluidità medio alta, di ottima persistenza aromatica. Uso: a crudo su bruschette, per pinzimonio, pesto, carni bollite, verdure
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L’ARMONICO Olivaggio prevalente: Santagatese, Ogliarola messinese, Minuta Zona di produzione: Provincia di Messina e zone limitrofe Caratteristiche organolettiche: fruttato medio-forte con deciso sentore di erba fresca, molto armonico, fluidità media, buona persistenza aromatica Uso: a crudo su pasta con i legumi, zuppe, pinzimonio, verdure, carni
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IL DOLCE Olivaggio prevalente: Cerasuola, Biancolilla Zona di produzione: Provincia di Agrigento e zone limitrofe Caratteristiche organolettiche: fruttato, delicato e persistente, sapore dolce con sentori di carciofo, fluidità medio alta, buona persistenza aromatica. Uso: sul pesce, sulle insalate, nelle salse delicate, antipasti di mare, per friggere
 
IL DELICATO Olivaggio prevalente: Biancolilla, Ogliarola Zona di produzione: Provincia di Palermo e zone limitrofe Caratteristiche organolettiche: fruttato medio e delicato, sapore dolce, densità elevata, equilibrato, buona persistenza aromatica. Uso: sul pesce, risotti, salsa di pomodoro, insalate, negli arrosti e in frittura
 
IL FRAGRANTE Olivaggio prevalente: Tonda Iblea, Nocellara etnea, Moresca Zona di produzione: Province di Catania, Ragusa e Siracusa Caratteristiche organolettiche: fruttato medio, fragrante, leggera sensazione di piccante, una punta di dolce, densità media Uso: sul pesce, insalate, carni bollite, salse delicate, potage, per friggere
 
IL BIOLOGICO Proveniente da uliveti dove non si fa uso di antiparassitari, concimi chimici e diserbanti di nessun genere. Anche la trasformazione e il confezionamento avviene in modo artigianale, nell’assoluto rispetto delle tradizioni Uso: nella migliore gastronomia
 
 
 

Altra coltivazione caratteristica delle campagne di Castelvetrano è la vite che ultimamente si sta orientando su uve pregiate quale il Cabernet.


(Vito Luppino nel vigneto di c.da Latomie ) 

In questa pagina abbiamo cercato di descrivere con un semplice linguaggio quelle che sono le caratteristiche della vite, abbiamo inoltre cercato di ricreare quelle che sono le varie fasi di coltivazione, in modo che  possiate trovare tutte le informazioni che potranno aiutarvi a capire meglio il perché di ciascuna scelta che sarete invitati a compiere durante tutto il ciclo di coltivazione.

Un po' di storia...

Le principali malattie

La vinificazione

  La coltivazione      

Ambiente e fisiologia

  La potatura

  Sviluppo e maturazione

  I cicli vegetativi   Il frutto
  La concimazione   La vendemmia   Il fusto     Il clima
  Pianto e germogliamento   La caduta delle foglie   La radice   Il terreno
  La fioritura   La pergola trentina   Le gemme   La propagazione
  I sistemi di irrigazione   Le gelate primaverili   Le foglie   La classificazione botanica
  Il diserbo delle infestanti   La grandine   I fiori